Capitolo 12 – Cene light, pensieri hard

Yogurt intero allungato con latte di soia alla vaniglia o, nei casi più fortunati, latte di mandorle, che fa meno schifo. Nella brodaglia semiliquida aggiungere fiocchi di mais di non so quale sottomarca francese, insieme a una versione ben imitata dei Cheerios (si, quelle ciambelline stucchevoli al miele). E poi uvetta, semi di girasole e, se facciamo i bravi, anche fettine di banane fritte.

Tutto rigorosamente servito in bicchieri di plastica, da mangiarsi con cucchiai di plastica. Usa e getta.

Ed ecco qua la ricetta di una cena nutriente. Quanto basta per farti arrivare all’indomani senza i morsi della fame e saziarti di qualcosa che non debba passare attraverso un solo fornello di quella cucina. Il giorno, invece, omelettes e croque monsieur (i due piatti meno costosi) da consumare nei bistrot dalle 11.30 alle 13: un orario che consente di inglobare pranzo e colazione in un solo pasto, facendoti arrivare bello carico a cena.

Io e il Bells lo chiamiamo brunch, anche se è distante anni luce.

Questo è il rituale che accompagna le nostre giornate alla ricerca disperata di una casa: brunch e cena a base di yogurt. Non abbiamo scelta, non possiamo permetterci di finire tutte le nostre liquidità in cibo e Airbnb, dobbiamo tenerli da parte per trovare un appartamento che, a quanto pare, qui a Parigi ha un costo proibitivo.

Il prezzo medio è solo di 1200 euro al mese per uno studio (monolocale) di 25 metri quadri, dove per incanto riescono a far entrare anche un divano letto per eventuali ospiti. La suite te la concedono se gli lasci anche uno/due mesi di cauzione. Se ti va bene, sborsi più di 3000 euro in un colpo solo e non ci pensi più.

Il problema, però, non è solo il costo, ma il fatto che per affittarti uno scantinato travestito da casa qui a Parigi chiedono tutto. Anche il gruppo sanguigno e l’albero genealogico. Giusto per accertarsi che pagherai quegli stramaledetti 1200 euro, tutti i mesi, in completa onestà.

Per non farci prendere dal panico, procediamo con ordine. Il primo step è aprire un conto corrente francese, altrimenti non si trova né affitto né lavoro.

“Allora Bells, per prima cosa dovrò aprire un conto in banca in Francia” ragiono ad alta voce, mentre il mio compagno di viaggio mi guarda inespressivo, come se non si stesse rendendo conto della complessità di quello che stiamo vivendo.

“Aprirò un conto corrente con la versione francese del Monte de Paschi, di cui sono già cliente, e da lì poi la strada sarà più semplice” penso con ingenuità, mentre mi dirigo verso la filiale in Place de la Madeleine.

Ma, a quanto pare, qui gli impiegati sono fin troppo pieni di lavoro e mi spediscono all’altra filiale, poco distante, a Avenue de l’Opera.

“Uh che bello! – esclamo- proprio nella strada che conduce dritta al teatro!”

Il Bells mi segue silenzioso. E’ perso nei suoi pensieri e soffre in silenzio per il mal di denti. Gli propongo di chiamare un dottore per una visita, ma lui rifiuta senza darmi tempo di finire. E io non insisto: sicuramente sarà preoccupato per il lavoro.

Nel frattempo, abbiamo raggiunto la filiale di Opera, dove entro per prendere appuntamento. Mi aspettano il giorno dopo, la mattina presto, per avviare le pratiche necessarie ad aprire un conto. Come documentazione, dovrò portare buste paga, documenti di identità, indirizzo di residenza in Francia…

E solo in quel momento mi rendo conto della trappola in cui ci siamo cacciati. Come facciamo ad avere una residenza se ancora non abbiamo trovato casa?

Ps. E a voi è mai capitato di trovarvi in un circolo vizioso dal quale non sapere come uscire?

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8 commenti Aggiungi il tuo

  1. maxilpoeta ha detto:

    brutta storia, in effetti pensare di andare a vivere in un altro Paese è un vero dramma da un certo punto di vista, ci sono un sacco di problemi, primo fra tutti il lavoro, anche perché pagare 1200 euro di affitto vuol dire che bisognerebbe guadagnarne almeno il doppio. E poi tutte le cose burocratiche legate appunto alla casa, al conto in banca, etc, etc. Insomma, sarà perché non sono più giovane, ma tutte ste trafile mi mettono ansia solo a leggerle….😉

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    1. francescasabatini ha detto:

      Già, poi dicono che la burocrazia italiana è complicata 😂😂
      Comunque uno step alla volta si fa tutto 🙃

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  2. Matteo ha detto:

    Raga stringete i denti.
    Spero troverete una buona soluzione al piu’ presto.
    Per quanto riguarda i circoli viziosi io ci sono costantemente tutti i santi giorni.
    Life is a jungle*

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    1. francescasabatini ha detto:

      Si si anche noi ormai ci abbiamo fatto il callo!
      Si potrebbe aprire una ditta di traslochi

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  3. almerighi ha detto:

    sì, ma va spezzato con volontà, ottima idea quella della ditta di traslochi 🙂

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    1. francescasabatini ha detto:

      Parole sante, ci vuole tanta volontà!
      Per la ditta di traslochi ci stiamo pensando 🤔😂

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  4. almerighi ha detto:

    certo che mangiare quella roba da caloppsiti non aiuta

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    1. francescasabatini ha detto:

      Effettivamente non aiuta e non dà neanche molta soddisfazione 😂

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